SALA 10

La Casa: Struttura, Arredo E Vita Domestica

Gli insediamenti

La casa era il centro materiale e simbolico di tutta la vita rurale tradizionale, perché vi si celebravano tutti gli eventi e i momenti importanti del ciclo della vita e di quello dell’anno.

Alla diversità di condizioni ambientali e socio-economiche che intercorre tra le zone montane e quelle collinari e marittime, si accompagna la diversità nella distribuzione sul territorio degli insediamenti abitativi e dei materiali edilizi.

Materiali edilizi e struttura delle case

Nell’Abruzzo montano predominano le costruzioni in pietra, talvolta parzialmente incassate nella roccia e adattate con varie soluzioni strutturali ai diversi gradi di asperità del terreno. In alcune campagne, fino al secondo dopoguerra, ha trovato diffusione la casa costruita in terra cruda impastata con paglia, mentre le abitazioni contadine della zona collinare e marittima sono generalmente in mattoni d’argilla cotti e talvolta in blocchetti di tufo alluvionale.

La casa rurale: distribuzione degli spazi e arredi

Generalmente gli ambienti del rustico, cioè stalla, fienile, fondaco, cantina, pollaio e forno, stavano al piano inferiore. In montagna, alla stalla si accorpava il fienile, assente dove il clima collinare o costiero consentiva di far asciugare il fieno all’aperto. Il fondaco, invece, serviva da magazzino per le riserve alimentari e da rimessa degli attrezzi.

Funzionali ad esigenze minime di sussistenza, l’arredo e le attrezzature domestiche e lavorative sono stati a lungo estremamente modesti: essi rispecchiavano le misere risorse economiche della famiglia contadina e la sua abitudine all’autoproduzione e alla manutenzione di arnesi, suppellettili e mobili. Ma esprimevano anche l’abilità tecnica e le doti creative degli artigiani locali.

I bambini e i giochi

La casa era il centro materiale e simbolico di tutta la vita rurale tradizionale, ed era anche il luogo dove i bambini trascorrevano gran parte del loro tempo. I giocattoli, che rendevano più piacevole il trascorrere di queste ore, e che si possono vedere esposti nella sala, di rado erano comperati nelle fiere o nei mercati, ed erano in genere di modesto valore: campanelle e fischietti di terracotta, trottole di legno. Rari erano i tricicli o le biciclette che, dato il costo, dovevano durare a lungo passando dai più grandi ai più piccoli. Da un pannello e dai vari giochi esposti, si nota come anche in questo settore ludico si esercitava la tipica industriosità contadina, capace di recuperare, adattare, trasformare. Allora con stracci vecchi e stoffa avanzata dai lavori di cucito si confezionavano palloni da calcio e bambolette, con i rocchetti in legno delle spagnolette esaurite si costruivano carrettini o trenini, con vecchie travi di legno si realizzavano i “carrettucce”, da vecchie fuseruole si ricavavano piccole trottole assai più economiche di quelle vendute nelle fiere. Non meno caratteristici sono gli utensili che accompagnavano la vita quotidiana dei bambini, quali soprattutto il girello e il seggiolone.

La vita domestica e il ruolo della donna

Dalla ricostruzione che si trova nella parte superiore della stanza si osserva che il cuore dell’abitazione era la cucina, in genere il locale più ampio della casa e nel quale si svolgeva la maggior parte della vita domestica. E, a sua volta, il cuore della cucina era il camino a legna costruito in pietra o in mattoni che, nelle lunghe serate dei mesi freddi vedeva raccolta davanti a sé tutta la famiglia. A fianco del camino c’era di solito il fornello a carbonella in mattoni e l’acquaio in muratura, in genere dotato di uno o più ripostigli per i tegami. Nelle pareti erano spesso ricavate piccole nicchie in cui si riponevano boccali, mortai ed altri utensili. L’arredo della cucina si limitava in genere al minimo indispensabile: un tavolo, qualche sedia impagliata o delle panche, la madia per conservare pane e farina.

Il camino era dotato degli arnesi necessari per la legna, la fiamma e la brace: alari, molle, soffietti, ventole, palette, ma anche accessori per la cottura: graticole, spiedi, treppiedi, catene per appendere recipienti sul fuoco. La batteria da cucina era costituita da caldai e padelle, da conche e ramaioli, bacinelle, cùccume, tegami a treppiedi, bracieri, scaldini, scaldetti.

Il carico di tutte le attività domestiche poggiava tutto sulle spalle della donna: erano le donne, infatti, che oltre a pulire, rassettare, cucinare, rammendare, ecc, andavano alla fonte per riportarne acqua pulita, lavavano i panni al lavatoio pubblico o al fiume, facevano settimanalmente il pane e stagionalmente le conserve. Spettava inoltre alle donne l’allevamento dei figli, ma anche la lavorazione delle fibre tessili, la coltivazione dell’orto e l’allevamento degli animali da stalla o da cortile.

Nella camera, il letto non sempre fornito di testata, era costituito da un tavolato o un graticcio di canne, retto da due cavalletti, sul quale poggiava un saccone di tela grezza riempito di foglie secche di granturco o di lana pecorina. Accanto al letto poteva trovarsi una culla di legno, spesso fornita di un sostegno per il velo di protezione del neonato ai piedi del letto. In genere, era presente una cassapanca di legno, talvolta decorata con intagli, in cui si riponeva la biancheria da corredo; armadio e cassettone comparivano solo in caso di buone condizioni economiche. L’illuminazione era fornita da due tipi di lucerne ad olio, che si possono ammirare in una vetrina: il primo tipo, di terracotta, era da poggiare ed aveva la forma di una piccola coppa fornita di piede, manico e beccuccio per il lucignolo. Il secondo tipo, di metallo, era una vaschetta ad uno o più lucignoli che veniva appesa o sospesa tramite un’asta con gancio.

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Il Museo delle Genti d'Abruzzo di Pescara, articolato in 13 grandi sale espositive, traccia la storia dell'uomo in Abruzzo dal suo primo apparire come cacciatore paleolitico fino alla rivoluzione industriale ed alla conseguente cesura del millenario rapporto e adattamento economico e culturale con l'ambiente caratterizzato prevalentemente da montagne.

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